Gli oggetti d’arte moderna, creati dagli artisti sopra nominati reinterpretando le forme classiche, si pongono quindi come estremi di un continuum ideale che copre 25 secoli di storia dell’arte. Alcuni reperti archeologici, la cui iconografia contempli ventole o flabelli , verranno esposti a latere di queste espressioni contemporanee (circa sessanta opere) e saranno affiancati inoltre da ventagli antichi su cui compaiono raffigurazioni inerenti i reperti stessi.


Il ventaglio è il tema della mostra, suggerito dalla presenza di due preziosi flabelli etruschi, ora in esposizione, e dalla considerazione che presso il Museo vi sono molti reperti su cui compare questo accessorio di “frescura”: l’iconografia egizia è infatti particolarmente ricca di flabelli e così la pittura vascolare attica e italiota, oltre che le opere plastiche dei sarcofagi greco-etrusco-romani.



Da tempo immaginavo l’eventualità di mostrare questi “ventagli artistici” e l’occasione si è presentata quando ho visto esposti presso il Museo Archeologico di Firenze i due bellissimi flabelli bronzei provenienti da una tomba etrusca di Populonia (gli stessi che furono esposti nel 1990 alla mostra di Palazzo Pitti). Le numerose testimonianze di ventole e flabelli presenti nell’iconografia classica (pittura vascolare, statuette votive di Tanagra, urne cinerarie e pittura parietale), ed in particolare quelle conservate presso il Museo, mi hanno suggerito di proporre alla Direttrice una esposizione di ventagli artistici che si ponesse come continuum ideale fra l’arte del passato e quella contemporanea: la mostra, appunto, VENTAGLI AD ARTE. Al nucleo centrale della mia personale raccolta si sono aggiunte alcune opere realizzate per questa occasione.


Si tratta nel complesso di espressioni molto differenti fra loro: in alcuni casi i modelli canonici del ventaglio si distinguono per la tecnica decorativa della pagina, in altri casi è la forma stessa che si sbizzarrisce fino a tendere ai limiti della riconoscibilità. Non mancano le interpretazioni fotografiche o quelle pittoriche basate sul tema del ventaglio. Alcuni manufatti tessili ripropongono con varietà di filati i modelli delle tabulae intrecciate mentre certe soluzioni fitomorfe richiamano i primordiali muscaria realizzati con foglie di palma. I sontuosi flabelli di piume di struzzo mantengono qui la preziosità del materiale e l’abilità della lavorazione, abilità che si manifesta anche nelle opere realizzate in bronzo, piombo o ferro,  pendant ideale con i flabelli etruschi da Populonia. La pagina scritta ha mantenuto la sua funzione comunicativa sia pure per sottrazione o per aggiunta o più semplicemente sotto forma di rebus di derivazione cinquecentesa. Non mancano essenzialità concettuali e messaggi socio-politici. Soluzioni specchianti offrono immagini allusive del ventaglio e, per finire, materiali innovativi propongono versioni avveniristicche. Ma nella diversificata pluralità ciascuna di esse rappresenta una dedica, un Symbolon.


Le opere esposte sono state realizzate da 64 artisti rappresentativi di tutte le regioni italiane; i grandi Maestri e gli ultracentenari come Gillo Dorfles si trovano affiancati da artisti molto più giovani, accomunati dall’intento di reinterpretare un oggetto che ha accompagnato l’uomo e la donna dall’inizio della civiltà.


Rivolgo la mia gratitudine a tutti gli artisti che da anni e con amicizia mi sono stati vicini in questo percorso ideale contribuendo con entusiasmo al compimento del progetto.




 

Il progetto: tra passato e futuro

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Luisa Moradei

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Laureata in Storia della Musica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, compie parallelamente gli studi di Storia dell’Arte. Nel 1983 pubblica per Zanibon La Musica di Nietzsche - proposte di analisi, saggio sulle composizioni musicali di Friedrich Nietzsche con prefazione di Mazzino Montinari. Su questo argomento tiene cicli di incontri per radio nazionali ed estere e conferenze presso varie Università italiane.

Insegnante di organologia presso scuole comunali di musica, ha svolto attività di critica musicale per riviste specializzate.


Nel 1990 ha iniziato a collezionare ventagli e da allora i suoi interessi si sono rivolti ad approfondire lo studio di questo accessorio della moda.


La sua collezione è stata oggetto di numerose esposizioni di cui ha curato i cataloghi:


1998 Ventagli per il Comune di Talla

2002 100 ventagli per sognare per il Comune di Castrovillari (Cosenza)

2003 Per una volta non offriamo che vento per il Comune di Impruneta (Firenze), realizzata

          insieme a Corinne Kraft Bernabei – prima mostra in Italia di ventagli pubblicitari

2005 Vento, vanto, vanità per il Comune e la Fiera Antiquaria di Arezzo

2005 Die Spielarten des Fächers per la Deutsch-Italienische Gesellschaft

          di Magdeburg(Germania)

2007 Vanità e galanterie d’altri tempi per il Comune ed il Museo del Ricamo di Pistoia

2008 Un mondo di intrecci e ventole per il Comune ed il Museo della Paglia e dell’Intreccio di Signa (Firenze),

          realizzata insieme a Corinne Kraft Bernabei

2009 Pailles d’Italie in rappresentanza della città di Firenze in occasione della Fête de l’Europe a Reims (Francia)


Nel 2008 ha pubblicato insieme a Ute Großmaas il saggio Der Fächer als Kommunikationsmedium in verschiedenen Epochen negli atti del XIV Congresso internazionale sulla comunicazione tenutosi presso l’Istituto di Linguistica della Otto-von- Guericke-Universität di Magdeburg (Germania).


Da circa quindici anni lavora al progetto “Ventagli ad Arte” che vede coinvolti poeti ed artisti di fama internazionale nella realizzazione di opere che restituiscano al ventaglio la sua identità artistica e comunicativa.

Luisa Moradei (1955)